Giornalismi e delitti

9 maggio 2008, ore 7.10. Televideo rai e notizie ANSA riportano: ‘In corso operazione Carabinieri di Reggio Calabria per arresto esponenti cosche…’. La notizia è ripetuta anche durante i telegiornali.
La domanda (forse stupida) che mi sono sempre posta è la seguente: io, comunissima mortale, ho potuto ottenere questa informazione. Un camorrista, al pari di me, avrebbe potuto leggere questa notizia e, veloce veloce, mettersi in salvo dall’arresto… Il nodo è cruciale. Il giornalismo può ostacolare operazioni di polizia. Perché non c’è un po’ più di etica nel giornalismo? La notizia poteva esser data dopo l’arresto dei camorristi senza alcun problema. E’ così indispensabile, sempre, lo scoop?
Questo è solo un esempio. Se ne potrebbero fare mill’altri. Il giornalismo può influenzare giurie e fors’anche magistrati, quando insiste nel colpevolizzare un unico indagato (si veda Cogne, omicidio Poggi…).
Credo che se si evitassero certi accanimenti e se ci fosse un senso maggiore del bene comune nei giornalisti, il giornalismo sarebbe molto più serio e più apprezzato non solo dalla sciùra Pina (che si nutre ormai quotidianamente di necrofilia) ma anche da persona di maggior cultura; e potrebbe (mi azzardo ad aggiungere) promuovere un maggiore sviluppo culturale nelle fasce di popolazione culturalmente più arretrate. A vantaggio di tutti.
Quel che veramente mi dispiace, è che l’Italia, ultimamente, si ritrovi veramente unita solo di fronte ad un delitto sconvolgente.

Giornalismi e delittiultima modifica: 2008-05-10T16:46:50+02:00da pepecontrariato
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